sabato 8 luglio 2017

NONNI INFORMATICI, INFORMATI IN FORMA

Si concluderà con una grande festa il progetto  “Nonni info: nonni informatici, informati in forma”, promosso dall’Aipes e gestito dal Consorzio Intesa.
La manifestazione finale, che si terrà martedì 11 luglio, presso il centro anziani ‘Gnore Peppe di Sora, in via Ludovico Camangi, a partire dalle ore 19:00, vedrà la partecipazione dei centri anziani coinvolti e di quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
 L'evento si aprirà con la mostra video e fotografica delle attività svolte; proseguirà con gli interventi dei sindaci, tra cui Roberto De Donatis, di Sora, Vincenzo Quadrini, di Isola del Liri, Renato Rea, di Arpino, Giampiero Forte, di Santopadre, Pierino Liberato Serafini, di Fontechiari, Pancrazia di Benedetto, di Campoli Appennino, nonché della rappresentanza dell’Ente promotore, il Presidente dell’AIPES, Fausto Baratta, il Direttore Generale, Maurizio Loreto Ottaviani e della Responsabile Area Sociale, Federica De Santis; si concluderà con la degustazione di un ricco buffet e intrattenimento musicale.
L'Aipes e il Consorzio Intesa, nello svolgimento delle attività hanno voluto mettere l’accento sulla finalità del progetto, quella di porre la figura dell’anziano al centro della società e dei valori culturali, della sua relazione con il mondo esterno, in un periodo biologico apparentemente e culturalmente considerato “inattivo” ma che invece si rivela giorno per giorno, non solo ricco di contenuti, ma con una capacità di reinventarsi e dialogare a molti sconosciuta. Le attività previste sono state molteplici, dalla creazione di oggetti, attraverso metodologie “antiche” ( i vecchi mestieri) alla ginnastica dolce, all’“alfabetizzazione informatica”, grazie alla quale, gli arzilli partecipanti hanno potuto acquisire una certa dimestichezza con gli strumenti tecnologici maggiormente usati, come per esempio, smartphone e tablet.

venerdì 12 maggio 2017

CONVEGNO SULLA VIOLENZA DI GENERE - ANTICIPAZIONI

La violenza di genere è un tema molto ricorrente , purtroppo, nelle notizie di cronaca di questi tempi e sul quale ci sono state e continuano ad esserci varie discussioni e dibattiti sulle cause e, soprattutto sulle conseguenze di questo macabro fenomeno. Dunque, anche il Consorzio Intesa, insieme al comune di Castel Sant'Elia, hanno organizzato un convegno per trattare questo argomento molto delicato, allo scopo di sensibilizzare la popolazione ai vari fatti drammatici di cronaca causati dalla violenza, con la speranza che cessino definitivamente, anche se, visto lo stato delle cose, parrebbe un'utopia. Il convegno in questione si terrà giovedì 18 maggio 2017, dalle ore 09:00 alle ore 18:00, presso la Basilica di Castel Sant'Elia. Saremo lì, tutti riuniti, per dire "BASTA ALLA VIOLENZA!"

giovedì 11 maggio 2017

Asilo Nido Ape Maia, auguri a tutte le mamme!

 Ecco cosa succede se chiedi ai papà di fare un regalo alle mamme!
In occasione della festa della mamma tutti i papà e i bambini dell'Asilo Nido l'Ape Maia hanno realizzato un  bellissimo video per fare gli auguri alle loro mamme.

venerdì 5 maggio 2017

ANTICIPAZIONI "FESTA DELLA MAMMA" - APE MAIA

Si invitano tutti i genitori, ma in particolare le mamme, dei piccoli allievi dell'asilo  nido "Ape Maia" di Monte San Giovanni Campano, a non mancare a un appuntamento speciale  presso la struttura appena citata, per celebare la festa della mamma, che sarà lunedì 8 maggio. In questa giornata, dunque, i bambini e le loro educatrici intendono rendere omaggio a tutte le mamme, nel giorno a loro dedicato. L'incontro è programmato per le ore 16:00. Non mancheranno piacevoli sorprese per le festeggiate! 

venerdì 28 aprile 2017

PROGETTO "NONNI INFO"






A partire dal mese di maggio 2016 i centri per anziani di Sora, Campoli Appennino, Isola del Liri Superiore, Isola del Liri Inferiore, Arpino, Santopadre e Fontechiari hanno aderito con grande entusiasmo e spirito di iniziativa al Progetto “Nonni info”, riguardante la fascia di età compresa tra i 60 e gli 85 anni e in cui i partecipanti sono stati circa 200. Protagonista di questo progetto è, dunque, l’anziano, al quale sono indirizzati gli interventi di questa suddetta iniziativa, che prevedevano la partecipazione a varie attività, in modo da permettere anche a persone non più giovani  di sentirsi ancora utili nel proprio ambiente socio-culturale. Lo scopo primario è stato quello di stimolare le potenzialità cognitive, motorie, relazionali e psichiche, già sviluppate negli anziani, permettendo loro di sfruttare la propria autonomia e le risorse di cui ancora sono dotati, ma che rischiano di essere messe da parte, favorendo così un rapido decadimento del fisico e della mente, tipico della terza età.


Le attività svolte che rientravano in questo progetto sono state: la ginnastica dolce, l’attività ludico-motoria e l’alfabetizzazione informatica.
Per quanta riguarda la ginnastica dolce,  è stata svolta con cadenza di due volte a settimana per i centri di Sora, Arpino, Fontechiari e Santopadre, mentre per i restanti centri con cadenza settimanale. Si è trattato di un tipo di ginnastica caratterizzata da esercizi semplici e di moderata intensità, allo scopo di perfezionare le capacità di movimento e di acquisire una maggiore consapevolezza del proprio corpo, con conseguente miglioramento del benessere fisico e psichico.
Anche l’attività ludico-motoria è stata parte integrante del progetto, poiché ha favorito l’accostamento del gioco, con il movimento e l’espressività personale. Gli anziani partecipanti si sono visti impegnati alla realizzazione di vari oggetti, utilizzando strumenti a loro disposizione, come stoffe, carta, palle, cerchi, colori, etc.
E’ stata di rilevante importanza anche l’attività di alfabetizzazione informatica, poiché con essa gli anziani hanno avuto modo di acquisire una certa dimestichezza con gli strumenti tecnologici maggiormente usati ai giorni nostri, come smartphone e computer, imparando così a inviare sms, leggere la posta elettronica e usare i social network. Con questo tipo di attività si è voluto, dunque, prevenire l’emarginazione dalla società odierna, sempre più tecnologica. 

Tutte e tre queste attività elencate sono state accompagnate dalla musica, per renderle più divertenti, infatti non sono mancati anche alcuni momenti di ballo e si può dire che, nel complesso, il risultato è stato più che soddisfacente. I partecipanti hanno mostrato molta gratitudine per tutto ciò che è stato fatto,  ma soprattutto per gli strumenti informatici che hanno potuto imparare ad utilizzare, riconoscendone l’utilità che rivestono in questi tempi, poiché grazie ad essi possono  sentirsi meno fuori dal mondo, ma l’obiettivo più grande raggiunto è stato quello di riuscire a vivere l’anzianità in maniera più serena e attiva, una fase della vita in cui non per forza tutto è ormai perduto, ma in cui si possono scoprire ancora tante belle cose e avere piacevoli opportunità.     



venerdì 7 aprile 2017

2 APRILE 2017: GIORNATA MONDIALE DELL'AUTISMO

Il 2 aprile scorso, in tutto il mondo, si è celebrata la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, caratterizzata dal colore blu, attraverso il quale era possibile manifestare la propria solidarietà. Tantissimi gli eventi organizzati in Italia da Enti e associazioni, perché sono migliaia nel nostro paese, le  famiglie  che  hanno a che fare ogni giorno con questo disturbo di cui non sono ancora chiare le cause.
 Le sindromi dello spettro autistico sono fra le più complesse da trattare e richiedono, oltre alle competenze di tutti gli operatori coinvolti lavorativamente, anche la collaborazione e l’impegno di tutte le persone che in qualche modo partecipano alla vita di una persona autistica. E’ per questo che il MIUR promuove, dal 27 al 31 marzo, una settimana di sensibilizzazione su questo tema all’interno delle scuole, un’occasione di incontro tra le associazioni che si occupano di autismo, gli insegnanti, le famiglie e gli studenti. Uno scambio importante per migliorare l’inclusione scolastica e approfondire la conoscenza di un tema così complesso.
 Si stima che 300-500mila persone nel nostro Paese convivano con una forma di autismo e negli Stati Uniti stando ai dati dei CDC, un bambino su 88 è colpito dall'autismo, numeri in crescita di dieci volte rispetto a 40 anni fa.

L'autismo è una condizione che ha mille sfaccettature, rende molto difficile la vita dei pazienti e dei loro familiari e le cui cause sono ancora misteriose e oggetto di studio. Dunque, per far fronte a questo problema, il 2 aprile dello scorso anno, in Italia, si è anche aperta la Campagna #sfidAutismo17, che va dal 27 marzo all’8 maggio, grazie alla quale, non solo si è contribuito a migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome dello spettro autistico e delle loro famiglie con l'avvio, ad esempio, del servizio del Telefono Blu Autismo, o sono stati sostenuti alcuni progetti importanti di ricerca scientifica, in grado di individuare sempre più precocemente l’autismo e di scoprire nuovi interventi per curarlo, ma è aumentato presso il grande pubblico la consapevolezza delle problematiche che vivono queste persone ed i loro familiari. Tutto ciò è stato affermato, in particolare, dal sito della Fondazione Italiana per l'Autismo Onlus. Riveste una particolare importanza, anche la Fondazione Sacra famiglia, che solo nel 2015 ha aiutato 150 persone con autismo con programmi mirati che supportano e coinvolgono anche la famiglia. Il Servizio di Counseling Territoriale guidato da Lucio Moderato, Direttore dei Servizi Innovativi per l’autismo, organizza  sedute individuali, laboratori occupazionali, servizi di orientamento e supporto alle famiglie attraverso sostegno psicoeducativo e attività di “family training”, interventi abilitativi ambulatoriali e domiciliari. Tutto con il duplice obiettivo di favorire il miglior adattamento possibile di queste persone al proprio ambiente, l'integrazione sociale e migliorare la qualità della vita e anche di fornire competenze ed affinare specifiche abilità per un sano inserimento nella vita familiare e sociale.

lunedì 3 aprile 2017

METODO MONTESSORI - Il ritorno di un sistema educativo che ha segnato la svolta nella scuola primaria e nell'infanzia

Il Metodo Montessori è un sistema educativo sviluppato da Maria Montessori. Questo metodo è praticato in circa 20.000 scuole in tutto il mondo, al servizio dei bambini dalla nascita fino a diciotto anni. La pedagogia montessoriana si basa sull'indipendenza, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo (entro limiti codificati) e sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. I punti caratterizzanti dell'approccio educativo, secondo quanto codificato dall'Associazione Montessori Internazionale e dalla Società Americana Montessori (AMS), sono:
  • le classi di età mista per fascia di età (0-3, 3-6, 6-12, 12-18), in modo da stimolare la socializzazione, la cooperazione e l'apprendimento tra pari;
  • la libera scelta del discente del proprio autonomo percorso educativo (quindi delle attività da svolgere e di quanto tempo dedicare loro), all'interno di una gamma di opzioni predisposte dall'insegnante;
  • blocchi orari di lavoro didattico lunghi e senza interruzioni (idealmente di tre ore);
  • un'organizzazione delle attività educative predisposte, dei laboratori, degli ambienti e dei materiali didattici a disposizione, che favorisca l'apprendimento per scoperta e per "costruzione" delle conoscenze poste nella zona di sviluppo prossimale di ogni singolo discente (sulla base di un modello psicopedagogico costruttivista);
  • il materiale didattico specializzato sviluppato e perfezionato da Maria Montessori e in seguito dai suoi collaboratori, che consente l'apprendimento per scoperta, l'utilizzo raffinato dei sensi, l'autocorrezione. 
 Quando Maria Montessori ideò il metodo, l'educazione infantile era molto rigida e diversa da quella odierna: i bambini erano costretti in banchi dai quali non potevano muoversi e l'insegnamento era impartito in modo forzatamente nozionistico. Molte idee del metodo Montessori, quali ad esempio l'uso di arredamento di dimensioni adeguate (tutto "a misura di bambino"), oggi risultano entrate nell'educazione di tutti gli asili materni, e per questo appaiono oggi banali e non rivoluzionarie come all'epoca. Certi altri stili e metodi educativi, invece, risultano ancora oggi tipici esclusivamente del metodo Montessori; ne è un esempio il divieto di dare voti al bambino o giudicarlo in alcun modo.
 In Italia le scuole Montessori esistono ma sono decisamente meno numerose che altrove e le riforme scolastiche che si sono succedute hanno allontanato sempre più il modello della scuola pubblica da quello immaginato dalla Montessori, tuttavia, a partire dal settembre del 2014, a Brescia, è iniziata una sperimentazione del metodo montessoriano in ben undici sezioni di scuola dell’infanzia ed in tre sezioni di nido in scuole paritarie sparse nel territorio.
La diffusione e l’approfondimento del  pensiero di Maria Montessori e dell’opera sua e dei suoi allievi sono un punto di partenza ideale per ripensare la scuola e il modo in cui si auspica essa formi i cittadini di domani.
A fronte della crescente e preoccupante diffusione di fenomeni quali discalculia, disgrafia, dislessia, bullismo e più in generale di un diffuso senso di estraniamento dei bambini dalla realtà scolastica, spesso vissuta con disagio, è diventato estremamente importante alimentare un pensiero critico e profondo, farsi portatori di  una riflessione che ponga al centro dell’esperienza formativa i bisogni del bambino, un dialogo che con partecipata intelligenza riveli l’esistenza di un altro modo di fare scuola, senza rinunciare a un’offerta didattica di qualità, ma fornendo al bambino un approccio alla conoscenza che mantenga intatto il suo amore per il sapere.